In anteprima sul nostro sito, ecco la prima intervista alla nuova rossoblu, Elisa Camporese.
Avevi la possibilità di un’ampia scelta. Cosa ti ha spinto ad accettare le lusinghe della Torres?
Sicuramente, la voglia di rimettermi in gioco in una realtà ancora più professionale di quanto abbia sperimentato a Tavagnacco; la società rossoblu è ai vertici del calcio femminile da decenni, l’ho sempre seguita con simpatia e in questi ultimi anni si è dimostrata ancora più capace e volenterosa di affermarsi su più fronti. Dopo 4 anni a Udine, avevo bisogno di cercare nuovi stimoli. La Torres me li offre perchè è la destinazione migliore per crescere come giocatrice e potermi allenare e confrontare ogni giorno con atlete di spessore internazionale.
Con quale spirito e con quali aspettative arrivi a Sassari?
Senza ombra di dubbio molto positivo, dettato dalla voglia di contribuire nella strada delineata già chiaramente dalla squadra, ovvero confermarsi in Italia e provare a superare più turni possibili in Champions. Non sarà facile in entrambi i casi, ma la società ha operato per rinforzare una rosa già competitiva e con il lavoro di Mister Arca, sono sicura che i risultati si vedranno da subito.
Parliamo della squadra. Cosa te ne pare?
E’ davvero colma di talenti del panorama italiano. Da Elisabetta Tona ( le dico sempre che ho scelto la Sardegna solo per giocare con lei!!! ) a Patrizia Panico, per nominare i due "Capitani" della Torres e della Nazionale. Mi fermo qui, solo per non mancare di rispetto a nessuna delle mie future compagne di squadra, perché davvero, sono tutte molto brave! Andando più sullo specifico, la fortuna, a mio avviso, è avere giocatrici poliedriche, estremamente duttili, che possono essere utilizzate in varie posizioni del campo. Credo sia la risorsa tecnica più importante di questo gruppo che, accompagnata alla disponibilità dei singoli e alla competenza dell'allenatore, ha permesso ad esempio alla Torres, di essere l'unica squadra ad essere stata capace di vincere contro l'Olympique Lyonnais, una delle due finaliste di Champions League.
Cosa si deve fare per raggiungere gli obiettivi?
I traguardi si possono perseguire e raggiungere con impegno, dedizione e soprattutto costanza, a tutto questo aggiungiamo il classico pizzico di fortuna, che non guasta mai! Gli impegni saranno molti e ravvicinati, specie se consideriamo anche quelli la nazionale. La Torres vanta molte atlete in azzurro e le forze si dovranno gestire, ma sono convinta che di soddisfazioni ce ne saranno tante!
Finora hai sempre giocato non troppo lontano da casa. Ti spaventa in qualche modo questa novità?
E' vero è la prima volta che giocherò e vivrò lontano da casa, ma non sarà la mia prima esperienza fuori casa, quindi non mi spaventa nulla. Ho viaggiato tanto in treno ai tempi di Bardolino e Foroni, macinato chilometri a Udine, ora finalmente volerò molto spesso. Ecco, l’unica cosa che mi dispiace è che i miei genitori, fedelissimi tifosi, a causa della distanza, non potranno seguire tutte le partite.
Nella foto le prime due novità dell'Eurospin Torres 2010/11, Giorgia Motta ed Elisa Camporese