
Quattro chiacchiere con...
Aldo Gallizzi
Il bilancio di questa stagione? Fantastico. Abbiamo partecipato a quattro competizioni e ne abbiamo portate a casa tre, ditemi dove devo firmare perché sia sempre così e lo faccio subito.
Cosa è mancato alle altre squadre per poter competere con la Torres? Il divario di valori tecnici non credo sia stato così tanto marcato rispetto alle principali antagoniste, penso che la vera differenza l’abbiano fatta la determinazione feroce e le motivazioni di questo strepitoso gruppo. Volendo riassumere in un unico concetto direi la mentalità vincente che questa squadra ha assimilato e trasferito nel proprio dna.
La più lieta sorpresa della tua squadra e la giocatrice che per un motivo o per l’altro non ha reso secondo le aspettative? Onestamente penso che tutte, dalla prima all’ultima, e qua ci metto in mezzo anche le ragazzine delle giovanili che quest’anno sono gravitate nel giro della prima squadra, abbiano messo il proprio fondamentale mattoncino. Tutte brave indistintamente.
Il calciomercato nel maschile è aperto tutto l’anno e si possono fare aggiustamenti in corsa, nel femminile è diverso? Completamente diverso certo. Nel femminile, la rosa la si compone in estate e quella rimane, la possibilità di modificare in corso d’opera è ridotta, anche per via della regola inutile e controproducente che ci permette di tesserare una sola straniera. L’auspicio è che in questo senso possano esserci presto dei cambiamenti, nessuno vuole l'invasione, ma credo che 3 giocatrici straniere per squadra possano solo far crescere il calcio femminile italiano, sotto diversi punti di vista. Dobbiamo prendere esempio dai paesi europei che negli ultimi anni sono cresciuti in maniera esponenziale, come ad esempio la Francia. Poi, le giocatrici italiane che si muovono a stagione iniziata si contano sulla punta delle dita di una mano e se vogliamo, questo è comprensibile. Essendo uno sport dilettantistico non è proprio semplicissimo spostarsi di punto in bianco, soprattutto per quanto riguarda una squadra come la nostra, che ha base in un’isola e dunque chi viene a giocare alla Torres deve proprio trasferirsi. Non tutte possono farlo anche per problemi di lavoro o studio.
C’è una giocatrice che vorresti vedere con la maglia della Torres in futuro? Se parliamo di fantasie irrealizzabili, dico Lotta Schelin del Lyon, una calciatrice fantastica che abbina potenza, tecnica e grande eleganza nei movimenti. Diciamo che molto realisticamente mi accontento di averla conosciuta e di poterla sentire ogni tanto. Per parlare invece di qualcosa di reale e non di sogni che tali rimarranno, sinceramente non ho chiodi fissi, ma in tutta sincerità personalmente trovo molto gratificante scovare, lanciare una giovane e vederla esplodere. Altrettanto interessante è puntare sul rilancio di qualche ex promessa che magari si è smarrita. Ma questo dipende da quelle che sono le strategie societarie e gli obiettivi. In certi momenti si deve puntare sull’affidabilità sicura e certi ragionamenti potrebbero non essere compatibili.
Tu sei il Direttore Sportivo ma ti occupi anche dell’Ufficio Stampa. Si, faccio entrambe le cose e non solo quello. Mi spiego, ognuno di noi dirigenti qua si occupa di più di una cosa, è chiaro che non tutti fanno tutto, però ci siamo divisi i compiti in base alle nostre capacità, alle nostre competenze e alla nostra disponibilità di tempo. Io di mestiere faccio il giornalista e dunque posso occuparmi con cognizione di causa dell’ufficio stampa. La mia collaborazione con la Torres è iniziata proprio partendo dalle competenze professionali. In principio, erano i primi anni 2000, son stato ingaggiato da esterno per curare le telecronache delle partite della squadra, poi mi è stato proposto l’ufficio stampa e una volta dentro, vivendo quasi quotidianamente il campo, la passione mi ha letteralmente travolto e sono diventato a tutti gli effetti un dirigente. I compiti di direttore sportivo in realtà li condivido con il mio collega Michele Dettori, con il quale ci confrontiamo quotidianamente su tutti gli aspetti inerenti alla squadra. Devo dire che cercare, trovare e assemblare giocatrici, è un qualcosa che mi piace molto e mi coinvolge.
Cosa ti aspetti facciano le altre squadre nel mercato estivo? L’obiettivo è comune a tutte le società ed è quello di migliorare e di crescere secondo quelle che sono le proprie ambizioni e le proprie possibilità e di conseguenza ognuno cercherà di intervenire dove riterrà di doverlo fare. Non credo ci saranno migrazioni in blocco come è successo lo scorso anno, ma solo lo spostamento di qualche pedina. Mi aspetto anche qualche colpo ad effetto con un maggior livellamento della fascia medio - alta.
Cosa farà invece la Torres? Abbiamo già confermato quasi tutta la rosa di quest’anno e i nuovi innesti saranno giocatrici animate, chi per un motivo e chi per l’altro, da una fortissima motivazione, un aspetto che noi riteniamo assolutamente determinante.