
Una sfida che ritrova il sapore di qualche tempo fa, contro un'avversaria degna, che negli ultimi due lustri si è eretta con onore insieme alla Torres a portabandiera del calcio femminile nazionale oltre confine. Una sfida tra due club, tra due società che hanno la vittoria nel dna. Torres - Verona Bardolino è tutto questo e anche di più. Quello che era il Bardolino, che da quest'anno si chiama Verona Bardolino alla luce di un interessante progetto basato su un processo di cambiamento che ha portato gradualmente il club a trasferirsi nel capoluogo, è una squadra che dopo un paio d'anni di transizione e di ricostruzione, si sta riproponendo ai vertici assoluti del panorama nazionale.
Una ricostruzione intelligente e a giudicare dai risultati anche estremamente proficua, se si considera che le scaligere sono seconde ad un solo punto dalla Torres e precedono squadre come Tavagnacco e Brescia, che venivano maggiormente accreditate alla vigilia dagli addetti ai lavori. Una ricostruzione affidata ancora alle cure di mister Longega, tecnico amante del calcio spettacolare e offensivo e fondata su atlete di esperienza ma ancora giovani e nel pieno delle loro capacità, su tutte Melania Gabbiadini, vera stella insieme alla brasiliana Dayane Da Rocha, e sulle novità di stagione Carissimi e Pini. Senza dimenticare l'ottimo portiere svedese Ohrstrom e le giovani nazionali under 19, Di Criscio e Ledri. Ancora in forse invece a causa delle solite lungaggini legate al transfer internaizonale, la presenza dell'ultima arrivata in ordine di tempo, l'altra svedese Karlsson, difensore centrale di spessore.
La Torres dal canto suo, è rientrata riposata e molto carica dalle vacanze natalizie ad ulteriore conferma, casomai ce ne fosse ancora bisogno, che nessuno e nessuna in casa rossoblu ha la pancia piena. Gli stimoli ci sono, eccome se ci sono. La situazione generale è buona, la tensione è quella giusta, c'è voglia di scendere in campo e uno stimolo in più per far bene sarà la giornata dedicata alla cooperante sarda rapita in Algeria Rossella Urru, alla quale le sassaresi vogliono rendere omaggio nel migliore dei modi.